Frantoio Oleario Cocchiarale

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Registro Sian per tutti.

Il decreto ministeriale 8077/2009 è ormai superato e dovrà essere aggiornato a causa dell'emanazione, da parte dell'Unione europea, del regolamento 299/2013, il 26 marzo scorso. Il nuovo regolamento europeo stabilisce che “le persone e i gruppi di persone fisiche o giuridiche che detengono, ai fini dell’esercizio della loro professione o a fini commerciali, olio d’oliva ed olio di sansa, dalla fase dell’estrazione al frantoio fino all’imbottigliamento incluso, hanno l’obbligo di tenere registri di entrata e di uscita per ogni categoria di questi oli”. La nuova normativa europea estende quindi il campo di applicazione della tracciabilità obbligatoria anche agli oli di sansa e agli oli raffinati, prima esclusi, ma soprattutto non ammette deroghe. Il DM 8077/09 invece prevedeva, all'articolo 7 comma 3 che fossero esclusi dal registro telematico di carico e scarico “gli olivicoltori che commercializzano olio allo stato sfuso e/o confezionato, purché ottenuto esclusivamente dalle olive provenienti da oliveti della propria azienda, molite presso il proprio frantoio o di terzi.” In base alla nuova formulazione la platea degli esentati si riduce a sole tre categorie, ovvero per gli operatori che detengono oli esclusivamente “utilizzati per la preparazione di prodotti diversi dagli oli destinati all’alimentazione; destinati all’autoconsumo; preconfezionati ed etichettati.” In base all'attuale formulazione della bozza di decreto, inoltre, non sarebbero tenuti al registro di carico e scarico anche quegli olivicoltori che cedessero l'intera loro produzione, in olive od olio, a un frantoio o a un commerciante. E' sufficiente invece confezionare anche una sola bottiglia per far scattare l'obbligo. Rimane il dubbio degli oli a denominazione d'origine e quelli biologici. Tutti gli attori della filiera, riuniti in settimana per discutere del nuovo provvedimento nazionale che recepirà il 299/2013, hanno chiesto di avere un unico registro dove effettuare le annotazioni. Una richiesta che si è scontrata contro la volontà di alcune strutture ministeriali che vorrebbero tener separati Dop e biologici dal resto dell'olio extra vergine. L'auspicio dell'intera filiera è che, in un'ottica di semplificazione e snellimento burocratico, il nuovo registro Sian contempli tutti gli oli, compresi quelli bio e a denominazione d'origine. Sulla necessità di avere la più completa tracciabilità e che quindi tutti gli operatori venissero assoggettati al Sian tutte le varie componenti della filiera hanno convenuto, dando un sostanziale via libera alla nuova bozza di decreto ministeriale. Dal 1 gennaio 2014, quindi, tutti gli operatori dovranno dotarsi di Pin per acceso al sistema Sian ricordando che “le annotazioni nei registri si effettuano entro e non oltre il sesto giorno successivo a quello dell’operazione, giorni festivi compresi.” La tenuta dei registri potrà in ogni caso essere delegata, fermo restando la responsabilità in capo al titolare del registro stesso, alle associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale ed ai centri di assistenza agricola. Le novità non riguardano solo la platea di operatori interessati dal registro Sian ma anche i controlli. A vigilare sul settore olivicolo-oleario sarà il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari del Mipaaf (Icqrf). In base a quanto disposto dall'articolo 2 bis, comma 4 del regolamento 299/2013 dovrà essere eseguito un controllo di conformità ogni mille tonnellate d'olio commercializzato. In Italia questo significa che l'Icqrf sarà obbligato a eseguire circa 600 verifiche all'anno. Si tratta tuttavia di un dato teorico poiché l'articolo 3 del regolamento prevede che “se dai controlli emergono irregolarità sostanziali, gli Stati membri aumentano la frequenza dei controlli relativi alla fase di commercializzazione, alla categoria dell’olio, all’origine o ad altri criteri.” Il decreto italiano in bozza stabilisce inoltre precisi criteri per identificare gli eventuali profili di rischio sul prodotto. Tra le ragioni che potrebbero far scattare i controlli: il prezzo, il periodo di produzione, il paese di origine e quello di destinazione.

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